A “casa” di Gheorghe

           

Le nostre visite a domicilio sono anche queste.

Gheorghe ci ha chiesto un paio di lenzuola… di solito i nostri Amici senza dimora chiedono una sacco a pelo, una coperta. Ma la coperta Gheorghe già l’aveva, mancavano le lenzuola. “Dove dormi, Gheorghe?”. Con un po’ di esitazione, ci ha detto: “in una fabbrica abbandonata”, no, poi ha corretto “una casa abbandonata”… e poi, ancora: “L’ho fatta io”. Una volta conquistata la sua fiducia, ci ha spiegato esattamente l’itinerario. E ieri, siamo andati.

Non ci sono parole per descrivere la “casa” di Gheorghe.

Vogliamo invece sottolineare l’estrema dignità di questo nostro Amico mentre ci mostrava gli “ambienti” nei quali trascorre le ore serali e notturne con il figlio ventenne. “Non possiamo permetterci un appartamento, anche piccolo” e allora si sono organizzati. Il “vicino”, agricoltore, li rifornisce di acqua, grazie alla pompa che c’è a fianco della rimessa degli attrezzi, proprio oltre la siepe.

Durante il giorno, via, lungo le strade della città, offrendo le proprie forze per almeno qualche ora di lavoro. “L’8 settembre mia figlia si sposa in Romania. Dobbiamo mettere da parte i soldi per il viaggio”.

 



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Un commento a A “casa” di Gheorghe

  1. sr maria letizia dice:

    Il problema “casa” per i nostri Amici è davvero grosso!
    pochi la possono cercare, qualcuno che ce la non la può pagare, c’è chi la trova abbandonata da altri, e chi se la costruisce, tra il verde, come Gheorghe

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