Informazione Vincenziana: l’articolo su Casa S.Luisa

           

Una “goccia d’acqua” per restituire la dignità ai più fragili della società

da “Informazione Vincenziana“, aprile 2012.

La campagna vincenziana sull’acqua: “Una goccia per la vita”, ha ottenuto un risultato più generoso di quanto era stato previsto. Così si sono potuti ampliare i progetti programmati nella campagna di promozione e venire incontro ad altre esigenze che sono state valutate e approvate dal Coordinamento Nazionale della Famiglia Vincenziana. Fra questi progetti nuovi ve n’è uno che riguarda le persone, in maggioranza straniere, che vagano in città senza casa: è il Centro Servizi Vincenziani per persone senza dimora “Casa Santa Luisa”.
Si trova a Torino in Via Nizza 24. Casa Santa Luisa ha una lunga storia di aiuto ai poveri, ma da un anno e mezzo è stata riorganizzata e ristrutturata. Ogni giorno vi transitano circa 210 persone. Il primo approccio è l’accoglienza con la consegna di un pass giornaliero per la colazione. Tutte queste persone vengono invitate ad un colloquio al Centro di ascolto interno per trasformare il loro pass in una tessera, che dà diritto di accedere in maniera organizzata ai servizi di cui necessitano. Alcuni di questi servizi sono interni: avvocato, ottico, ambulatorio di servizio infermieristico, assistenza familiare, accompagnamento scolastico per bambini, aiuto per la regolarizzazione dei documenti, “Casa famiglia” con sei posti per mamme in attesa o con bambini piccoli, sostegno per la ricerca della casa e del lavoro, barbiere e docce con guardaroba.
L’aiuto della Famiglia Vincenziana si è concentrato su quest’ultimo servizio, che è connesso con il problema dell’acqua. Molte delle persone che arrivano a questo Centro di servizi, passano il tempo vagabondando per la città e uno dei bisogni più sentiti è di potersi cambiare la biancheria e di fare la doccia con acqua calda. Il non sentirsi pulite e l’essere trasandate, con vestiti indecenti e maleodoranti, le condiziona enormemente. Genera in loro un acuto senso di isolamento, la rinuncia a relazioni interpersonali, fa evitare l’offerta di sostegno e di amicizia. Per loro sono state realizzate quattro docce. Annesso alle docce vi è un ben fornito guardaroba per il cambio della biancheria. Il servizio si svolge per quattro mattinate alla settimana e permette un turno di circa 15/20 docce al giorno. Dall’inizio del servizio sono già passate più di 2100 persone. Quelli che vi accedono ne escono rigenerati, manifestando un benessere di tutta la persona.
Al Centro operano 6 Figlie della Carità, 15 giovani volontari iscritti al Volontariato Vincenziano e 50 volontari che, dopo la riorganizzazione del Centro, hanno costituito un’associazione di volontari di ispirazione vincenziana. Essendo il Centro situato nei pressi della stazione ferroviaria di Torino è diventato il luogo più prossimo per centinaia di stranieri al loro primo approdo in città. Dalle statistiche in possesso del Centro transitano in ricerca di aiuto persone di ben 61 nazionalità diverse. I poveri che vengono accolti e accuditi nei loro bisogni primari non sono abbandonati a se stessi, ma vengono accompagnati attraverso un percorso di “cambiamento sistemico” mediante l’inserimento alla vasta rete di solidarietà privata operante in Torino e in connessione con l’assistenza pubblica. Questo lavoro in rete permette di accompagnare questi fratelli a trovare, un poco alla volta e per parecchi di loro, una condizione di stabilità. Questo percorso di riabilitazione e di autonomia non è facile e non sempre riesce. E’ comunque un obiettivo sempre tenuto presente dagli operatori. Molti, anche dopo aver raggiunto una condizione dignitosa di vita, ricadono nelle loro abitudini. Tra tutte le persone che sono passate al Centro si può valutare che circa il 30% – ci riferiscono gli operatori – riescono a percorrere un cammino di riabilitazione sociale e di autonomia. Nel tempo di accompagnamento per aiutare queste persone a ritrovare la loro autonomia il gruppo dei giovani vincenziani si è – per così dire – “specializzato” nel realizzare il progetto specifico della carità nella versione vincenziana, che è quella di andare a trovare il povero nei luoghi dove passano il loro tempo. Così essi si recano a trovare i loro poveri quando sono ammalati in ospedale, oppure li aiutano quando viene loro assegnata una casa per arredarla e li acoompagnano perché non ritornino a prendere le abitudini nomadiche che li aveva portati a fare della strada la loro dimora.
Un piccola parte di tutto questo bene che il Centro Servizi Vincenziani per persone senza dimora Casa Santa Luisa sta operando è anche merito di tutti coloro che hanno partecipato alla campagna “Una goccia d’acqua per la vita”. A tutti loro un grazie sentito da parte di queste persone povere che sono state servite e consolate.



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